Perché ho creato questo sito, Femminista inside

Sono diventata femminista tardi, purtroppo, dopo i 40 anni, ma non è mai troppo tardi per darsi una svegliata.

Il femminismo ha rappresentato per me il risveglio e il dissolversi di una nebbia da sempre presente dentro di me, è stato come se tanti pezzetti di un puzzle trovassero finalmente il loro posto: era la mia vita che trovava un senso, la ragione di tanti avvenimenti, la comprensione di diverse sofferenze.

Tanti anni fa ricordo di aver detto ad una mia amica: “Vorrei aprire un sito per incoraggiare le donne a non aver bisogno di un uomo, per essere felici lo stesso, e tanto!”. I tempi non erano maturi, io non ero matura, vedevo ancora il mondo attraverso le lenti del patriarcato, non sapevo ancora perché dentro di me qualcosa mi spingesse a cercare un uomo nella mia vita.

Ora ho capito che cosa mi spingeva: non un reale desiderio, ma la mia educazione e il mio ruolo sociale di donna, che mi impongono dal di fuori di impegnare la mia vita per cercare di essere completa solo con un uomo accanto, alla ricerca del principe azzurro, per poi mettere su famiglia e creare dei figli. Tutte balle!

Fortunatamente ho passato lunghi periodi single, a crescere e prendermi cura di me stessa. Sono sempre i periodi più felici e sereni per me. Ma c’era ancora uno scoglio da oltrepassare, o meglio più di uno. Ad esempio l’amore e il rispetto per le altre donne.

Perché l’educazione e la società impongono alle donne di odiarsi tra di loro, di essere competitive e mai solidali, altrimenti il principe azzurro (o il lavoro migliore, o il vestito migliore) se lo prendono le altre! I posti migliori noi donne ce li dobbiamo sudare e guardiamo con odio e invidia se altre donne competono con noi in qualcosa, come se ci togliessero qualcosa raggiungendo i loro obiettivi.

In realtà i posti per le donne ci sembrano pochi perché i maschi li occupano tutti. E noi donne dobbiamo lottare affinché ci sia posto per tutte. Solidali tra di noi.

E’ come se ci tenessero da millenni in povertà, con la fame: se ci buttano un pezzo di pane ci scanniamo tra di noi per averlo.
Bhe è ora che apriamo gli occhi e che vediamo che fuori dalla nostra prigionia c’è un mondo ricco di ogni cosa e quelle cose spettano di diritto anche a noi.

Ho iniziato così a studiare i movimenti femministi, la storia che non ci viene insegnata a scuola (chissà come mai), a vedere il mondo in modo diverso, a guardare le donne in modo diverso e a guardare dentro di me, ai miei pregiudizi e ai mei limiti.

Ed ho capito così che il femminismo non è quello spauracchio che tuttə allontanano temendo che sia un “contrapporsi ai maschi” (anche se dico “e se anche lo fosse?”), ma è la ricerca della parità completa, sociale, economica, politica, umana tra maschi e femmine, e che di fatto adesso, nel 2022 non c’è.

Ma non solo. Ho scoperto che il sesso biologico non è composto da soli due poli opposti, ma di infinite sfaccettature. Che il genere ce lo affibbiano alla nascita secondo un ordine precostituito. Che siamo incasellati in un mondo fatto solo di due binari, ed ho capito perché per tutta la vita mi sono sentita stretta, strana, oppressa, non capita. E che come me moltissime persone si sentono oppresse e non capite, perché escono fuori da tali binari.

Il femminismo per me è stata una rinascita a me stessa, e come tutte le rinascite che mi rendono felice le vorrei condividere con tuttə, in modo che tuttə siano felici.

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